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Šaltinis: Europos Komisijos skelbiami susitikimai, sutapatinti pagal skaidrumo registro numerį. n = 55 susitikimų; x — metai pagal susitikimo datą, y — susitikimų skaičius.
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio OSSERVAZIONI GENERALI La proposta della Commissione per la riduzione degli imballaggi, seppur condivisibile negli obiettivi di limitazione dei rifiuti, avrà effetti opposti e negativi sulle filiere produttive italiane ed europee, nonché sui consumatori. La proposta di regolamento, se da un lato può dirsi coerente con gli obiettivi dell’economia circolare di assicurare la prevenzione dei rifiuti di imballaggio, incentivando la pratica del riuso, dall’altro rischia di porre un freno agli investimenti, attualmente in corso - e previsti anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - per adeguare l’impiantistica alle migliori tecnologie necessarie ad assicurare un riciclo di qualità.
…e Resilienza - per adeguare l’impiantistica alle migliori tecnologie necessarie ad assicurare un riciclo di qualità. L’Italia ha raggiunto obiettivi ragguardevoli in termini di raccolta differenziata: il riciclo degli imballaggi in plastica ha raggiunto quota 48,7% nel 2020 rispetto al 50% previsto per il 2025; la carta è all’87,4% rispetto all’obiettivo del 75% previsto sempre per il 2025. L’armonizzazione proposta non sembra tenere conto dei risultati già ampiamente maturati nel nostro Paese, e proprio in questo senso non si condivide la scelta dello strumento giuridico del regolamento in luogo della direttiva. La proposta è incoerente anche sul piano degli adempimenti a carico delle imprese.
…in luogo della direttiva. La proposta è incoerente anche sul piano degli adempimenti a carico delle imprese. La proposta di regolamento individua, infatti, una serie di obblighi non soltanto a carico del produttore dell’imballaggio (che lo ha realizzato) ma anche di colui che lo utilizza per l’immissione in commercio del proprio prodotto, a partire dall’imprenditore agricolo, coinvolgendo tutta la filiera fino al settore Ho.re.ca. Innanzitutto, la proposta impatta negativamente sulle operazioni di confezionamento all’interno delle aziende, che hanno l’obiettivo di assicurare adeguati standard di sicurezza e qualità alimentare, e garantire un’appropriata shelf-life dei prodotti, evitando così il rischio di un aumento degli sprechi.
…alimentare, e garantire un’appropriata shelf-life dei prodotti, evitando così il rischio di un aumento degli sprechi. Ma l’agricoltura multifunzionale dà ai produttori anche l’opportunità di svolgere un’attività economica e redditizia dalla produzione fino alla vendita diretta o all’attività di commercializzazione all’interno dei mercati contadini, attività in grande sviluppo e che spesso garantisce all’agricoltore margini economici più soddisfacenti e al consumatore maggiori garanzie qualitative. Questa specifica attività di vendita diretta e di Ref.
…soddisfacenti e al consumatore maggiori garanzie qualitative. Questa specifica attività di vendita diretta e di Ref. Ares(2023)2842095 - 21/04/2023 consumo di prodotti preparati svolta dai contadini dovrebbe essere tutelata e promossa, in quanto già molto virtuosa dal punto di vista della scelta dei materiali riciclabili e compostabili, il cui utilizzo risponde alla volontà di assicurare maggiori ed adeguati standard per la salute e la sicurezza degli alimenti. Le stesse valutazioni valgono, in senso più ampio, per il settore dell’Ho.re.ca, che spesso per garantire salute e sicurezza alimentare utilizza confezioni monodose e per il servizio di asporto (take-away), sempre più praticato nel settore, per il quale l’obbligo di riuso dei prodotti assumerebbe delle complessità di difficile, se non impossibile, gestione.
…per il quale l’obbligo di riuso dei prodotti assumerebbe delle complessità di difficile, se non impossibile, gestione. La proposta potrebbe avere anche un effetto negativo sui costi di produzione dell’intera filiera agroalimentare, che rischia di riflettersi sui prezzi pagati dai consumatori in un momento di grande difficoltà economica. Infatti, non soltanto si prevede un sistema di etichette per individuare la modalità di impiego dell’imballaggio (se riutilizzabile o soggetto a sistemi di restituzione e deposito) e il suo esatto conferimento nella raccolta differenziata da parte del consumatore, ma anche l’istituzione di un registro sulla tracciabilità degli imballaggi, con conseguenti oneri ulteriori a carico delle imprese.
…di un registro sulla tracciabilità degli imballaggi, con conseguenti oneri ulteriori a carico delle imprese. Riteniamo, inoltre, che ci potranno essere gravi problemi di sicurezza alimentare a causa del riuso o di una inadeguata conservazione dei prodotti, a causa del possibile proliferarsi di agenti patogeni trasmissibili in un momento delicato di pandemie come quello attuale. Questo porterà anche ad un inevitabile aumento degli sprechi di prodotti alimentari legati alla maggiore deperibilità dei prodotti venduti senza confezioni, che invece aumentano significativamente la shelf-life del prodotto stesso. Infine, la volontà di favorire il passaggio alla vendita di prodotti allo stato sfuso invece che confezionati singolarmente potrebbe aumentare i rischi legati alla riduzione dei livelli di controllo e di rintracciabilità, e di conseguenza i fenomeni di contraffazione.
…legati alla riduzione dei livelli di controllo e di rintracciabilità, e di conseguenza i fenomeni di contraffazione. OSSERVAZIONI SETTORIALI Settore ortofrutticolo Pur riconoscendo la necessità di diminuire l’utilizzo di imballaggi e di plastica dove non necessari, è fondamentale tenere in considerazione che alcuni prodotti ortofrutticoli necessitano di determinati imballaggi per poter assicurare la freschezza del prodotto, un ciclo di vita più ampio, le proprietà organolettiche del prodotto, segnalare informazioni ai consumatori, evitare lo spreco alimentare. Si chiede dunque di rivedere il divieto dell’utilizzo di imballaggi per prodotti inferiori a 1.5 kg, non perché contrari in assoluto, ma perché ad oggi non ci sono alternative valide che garantiscano parità di sicurezza alimentare, ambientale ed economica.
…perché ad oggi non ci sono alternative valide che garantiscano parità di sicurezza alimentare, ambientale ed economica. Settore vitivinicolo e della birra Il vino e la birra, in particolare quella agricola, hanno come caratteristica insita quella di poter essere distinte grazie alle bottiglie nelle quali sono contenute. Con bottiglie pensate e create appositamente, viene commercializzato in tutto il mondo e distinto in base ad elementi che possono essere unici, e che spesso rappresentano un valore aggiunto che il produttore riesce a dare al proprio prodotto. Inoltre, le bottiglie di vetro hanno un ampio e sviluppato sistema di riciclo, che potrebbe essere messo in difficoltà da un cambio di approccio che non vedrebbe più nel riciclo l’importante ruolo che per anni la Commissione europea stessa gli ha voluto riconoscere.
…non vedrebbe più nel riciclo l’importante ruolo che per anni la Commissione europea stessa gli ha voluto riconoscere. Come ulteriore riflessione, certo non meno importante, bisogna tenere in considerazione gli standard sanitari, che non sarebbero assicurati in caso di riutilizzo di una stessa bottiglia. Per i motivi sopracitati, si ritiene necessario chiedere l’esclusione del vino e della birra dagli obiettivi di riuso contenuti nella proposta, in quanto non sarebbe sostenibile né dal punto di vista economico né da quello ambientale. Settore florovivaistico La proposta di regolamento non risolve l’annosa questione sulla natura di imballaggio o non imballaggio dei vasi per piante e fiori e lascia gli Stati membri nella difficoltà di fornire una soluzione più circostanziata.
…dei vasi per piante e fiori e lascia gli Stati membri nella difficoltà di fornire una soluzione più circostanziata. Non si ritiene sufficiente ribadire che il vaso non è imballaggio soltanto quando è destinato a restare con la pianta per tutta la sua durata di vita perché tale definizione continua a dare luogo a numerose interpretazioni fuorvianti che si traducono in oneri a carico delle imprese chiamate a versare il contributo ambientale al Consorzio di riferimento. I vasi e gli imballaggi costituiscono un fattore di produzione fondamentale per le imprese del settore florovivaistico europeo. Nell’ottica di perseguire la sostenibilità anche da un punto di vista economico e di preservare la competitività delle aziende, gli obiettivi della proposta di regolamento devono essere attuabili e realistici.
…la competitività delle aziende, gli obiettivi della proposta di regolamento devono essere attuabili e realistici. La possibilità di riutilizzare i vasi di piante e fiori, infatti, è strettamente legata al tipo di mercato al quale i prodotti sono destinati: risulterebbe infatti difficile pensare ad un sistema di riutilizzo di prodotti che sono destinati ad arrivare a migliaia di chilometri di distanza dal luogo di lavorazione. Guardiamo con preoccupazione alla definizione presente nell’allegato I della proposta di regolamento e che distingue due tipi diversi di vasi per i fiori e le piante, distinguendo in maniera ambigua i vasi che rimangono per tutto il ciclo di vita con la pianta, da quelli che invece sono destinati a separarsene ad una certa fase del ciclo produttivo.
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